Un pezzo di storia della Canottieri trova casa nel nuovo Museo di Moto Guzzi a Mandello

Nel nuovo spazio dedicato alla Canottieri Moto Guzzi, la storia del sodalizio remiero trova posto all’interno del rinnovato Museo Moto Guzzi, insieme ai ricordi e ai successi che hanno segnato generazioni di atleti.

Ci sono luoghi in cui la storia viene semplicemente conservata. E ce ne sono altri in cui, invece, continua a parlare.

È un po’ quello che accade a Mandello del Lario, dove, all’interno del rinnovato Museo Moto Guzzi, un nuovo spazio è stato dedicato alla storia e ai successi della Canottieri Moto Guzzi.

Un riconoscimento alla memoria di una società sportiva che, attraverso i suoi atleti, ha portato per decenni il nome di Mandello e della Canottieri sui più grandi palcoscenici internazionali.

Il nuovo museo, completamente rinnovato nell’ambito dei lavori che hanno interessato lo storico stabilimento di Mandello, ha scelto così di raccontare anche questa parte della storia della Moto Guzzi. Una presenza che assume un significato particolare per il legame profondo e duraturo tra l’azienda e la Canottieri, che da sempre ne porta il nome e i colori nel mondo dello sport.

All’interno dello spazio trova posto anche una storica imbarcazione da quattro senza, sospesa al soffitto, che contribuisce a rendere immediatamente riconoscibile il mondo del canottaggio e a dare forma a una storia fatta di acqua, allenamenti, sacrifici e imprese sportive.

Una storia che ha attraversato le Olimpiadi

La storia olimpica della Canottieri Moto Guzzi è lunga e prestigiosa.

Il capitolo più famoso nasce a Londra, nel 1948, quando il quattro senza interamente composto da atleti della Canottieri – Giuseppe Moioli, Elio Morille, Giovanni Invernizzi e Franco Faggi – conquista la medaglia d’oro. È una vittoria destinata a diventare uno dei simboli della società e dello sport mandellese.

Otto anni più tardi, alle Olimpiadi di Melbourne 1956, arriva un altro oro, questa volta nel quattro con, con Romolo Trincavelli, Alberto Winkler, Angelo Vanzin e Romano Sgheiz, insieme al timoniere Ivo Stefanoni.

Poi Roma 1960, con un altro equipaggio della Moto Guzzi sul podio olimpico: il quattro con formato da Trincavelli, Zucchi, Balatti e Sgheiz, ancora con Stefanoni al timone, conquista la medaglia di bronzo.

Passano gli anni, cambiano le barche, cambiano le generazioni, ma il filo non si interrompe.

A Seul 1988, è Piero Poli, sul quattro di coppia, a conquistare un nuovo oro olimpico. A Sydney 2000, invece, arriva l’argento di Carlo Mornati nel quattro senza.

E quella storia non appartiene soltanto al passato.

A Parigi 2024, infatti, Andrea Panizza ha riportato la Canottieri Moto Guzzi sul podio olimpico, conquistando la medaglia d’argento nel quattro di coppia insieme a Giacomo Gentili, Luca Rambaldi e Luca Chiumento.

Sono nomi e risultati che oggi possono essere riletti all’interno del museo, ma che per la Canottieri rappresentano molto più di un semplice albo d’oro.

Rappresentano generazioni di atleti, allenatori, dirigenti e persone che hanno contribuito, ciascuno nel proprio ruolo, a costruire una tradizione sportiva capace di attraversare quasi ottant’anni di storia.

Una storia che continua

La presenza della Canottieri all’interno del Museo Moto Guzzi assume così un significato che va oltre la semplice celebrazione dei risultati sportivi.

È il racconto di una parte della storia della Moto Guzzi e, allo stesso tempo, di una comunità sportiva che da decenni ne porta il nome sui campi di gara di tutto il mondo.

Una storia che parte da Londra nel 1948 e arriva fino a Parigi 2024, attraversando epoche, equipaggi e generazioni diverse, ma mantenendo intatto il filo che lega la Canottieri al proprio territorio e alla Moto Guzzi.

Oggi quel filo trova un nuovo luogo in cui essere raccontato.

E per chi entrerà nel museo sarà anche l’occasione per scoprire che, sulle rive del Lario, la storia della Moto Guzzi non è stata fatta soltanto di motori e motociclette, ma anche di remi, di acqua e di uomini capaci di andare insieme nella stessa direzione.